Rane

Ci sorprendono mentre siamo distratti, catturati dalla luce di un orizzonte terso o sulla riva di uno stagno mentre osserviamo le rane; sono i ricordi.

Riemergono dispettosi ma straordinariamente opportuni, guidati da un’intelligenza misteriosa, che intende guidarci nella vita.

Come il profumo del sugo della nonna o il rumore di un mare agitato in una mattina d’estate.

Ed ecco che emergono dal mare magnum dei ricordi immagini nitide come una mano che ci accompagna sulla riva di un fiume.

Una voce che racconta una storia, anche se ciò che ci ha detto si perde nel tempo.

Il fruscio delle foglie, il frinire dei grilli o il gracidare delle rane; ma quel pomeriggio Alfonso, non se lo sarebbe mai dimenticato.

Le estati nella fattoria dei nonni erano colme di emozioni e scoperte, un vero parco giochi all’aria aperta.

Le mucche con i loro occhi dolci, le stupide galline, i tanti gatti da far spaventare e poi il granaio, le stalle, il fiume, i sassi.

I nonni amorevoli ma sempre attenti e severi, dei quali Alfonso da bambino, aveva soggezione.

Quando quel pomeriggio di domenica il nonno lo caricò sul seggiolino della bicicletta, pensò sarebbe stata una bella gita.

Come facevano spesso girovagando tra i campi e i pioppeti, e invece si rivelò una giornata avventurosa con un finale pauroso.

Però catturare le rane era stato divertente nel fresco dell’acquitrino e il nonno aveva rivelato un’agilità sorprendente per i suoi anni.

Quando poi tornarono fischiettando verso casa, Alfonsine era contento e orgoglioso delle loro conquiste e di rivedere la nonna.

Non si aspettava di certo che le rane, ancora vive, saltassero fuori dal sacco e ne rimase così impressionato che poi, di notte, le sognò.

Fu un terribile spavento!

Le paure infantili ci colgono impreparati, arrivano dall’inconscio e si ingigantiscono senza una ragione logica.

Per mitigarle abbiamo bisogno di un abbraccio rassicurante e poi, quando pensi che se ne sono andate, ti accorgi che sono nascoste lì, nei ricordi.

E mentre osserviamo il fluire del tempo, distrattamente eccole che riemergono.

Portano con loro le nostre suggestioni, proviamo la tenerezza per noi stessi e riscopriamo gli affetti che ci hanno aiutato ad affrontarle.

In quelle emozioni ritroviamo sguardi, sorrisi e tutto l’amore che le persone ci hanno dato.

Alla luce della nostra consapevolezza di adulti, capiamo che quei momenti d’amore, ci hanno plasmati per diventare ciò che siamo oggi.

Scopriamo in che modo, le persone, ci hanno voluto bene e non possiamo che allenarci nel provare gratitudine!

Testi di: Rossana Mauri

Voce narrante di: Paola Coppari

Foto di Couleur da Pixabay

Musiche:

Dee Yan-Key

Daniel Birch

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