Sostenibilità Etica con Bluejeans e Devalia

La società ispirata al consumismo e alla ricerca spasmodica del benessere economico ci ha allontanato da quello che è il secondo pilastro della sostenibilità ovvero la sostenibilità etica.

Quella che mette tra le priorità le relazioni di tutti gli attori, e, parlando di aziende, tra questi naturalmente i collaboratori.

Si tratta di una relazione che non si concentra solo sull’aspetto economico ma contempla la formazione, la sicurezza e la stabilità.

Quella stabilità che genera conoscenza, migliora costante delle tecniche di produzione e rappresenta il know how che caratterizza il made in Italy apprezzato in tutto il mondo.

Naturalmente in Italia ci sono realtà virtuose che sono il nostro fiore all’occhiello e che Sfide Ecosostenibili è orgogliosa di raccontare, come Bluejeans Lavanderie.

Oggi con Alberto Rossi di Bluejeans e Dalia Benefatto, consulente di economia circolare, affrontiamo un tema delicato ovvero “buchi generazionali”.

Si tratta di una discontinuità generazionale nella conoscenza e pratica di professioni così specifiche che risulta difficile colmare con una formazione scolastica.

Dalia Benefatto: Il settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, in Italia é composto da imprese a conduzione familiare circa il 65% del totale complessivo e l’80% del prodotto interno lordo.

In queste imprese, troviamo leader ultra-settantenni, cosa che può generare conflitti con i lavoratori più giovani e non membri della famiglia.

Questa caratteristica, complica il passaggio generazionale considerando che le posizioni chiave in azienda sono occupate dai componenti della famiglia proprietaria, rendendo scarsa la domanda di lavoro da parte di esterni.

Inoltre la velocità di adattamento richiesta dai cambiamenti continuamente in atto, richiamano l’attenzione sull’importanza di una integrazione tra sistema produttivo locale e sistema scolastico formativo,.

Il ruolo della scuola é fondamentale nell’arricchire e rinnovare il patrimonio di competenze e conoscenze attraverso la formazione.

Quest’ultima risulta carente di quella capacità di affrontare le nuove sfide, ovvero di indirizzare i giovani verso determinati percorsi di studio.

Inoltre la crescente concorrenza dei paesi di nuova industrializzazione ha incrementato il rischio di un vero e proprio disfacimento del sistema locale.

Incapace di valorizzare l’aspetto intellettuale e tecnologico del capitale umano e quindi di trovare soluzioni efficaci.

Alberto Rossi: Quanto dice Dalia è vero, il passaggio generazionale è molto critico.

Io dopo la laurea e un po’ di esperienza in tutt’altro settore ho deciso di entrare nell’azienda di famiglia ma l’ingresso non è stato facile proprio per gli aspetti appena descritti.

Oltre alla proprietà, il problema maggiore lo si riscontra nel turnover delle maestranze qualificate.

Un ragazzo o una ragazza che si approcciano ad entrare nel settore del finissaggio tessile o comunque delle lavanderie in genere, necessitano di un lungo periodo di affiancamento per imparare il lavoro.

Per quanto grazie alla tecnologia ci siano molti automatismi, diverse fasi sono ancora completamente artigianali e comportano sforzi da parte dell’azienda e del dipendente per raggiungere risultati ottimali.

Nella nostra azienda alcune tipologie di trattamenti che sono usuranti, sono stati eliminati proprio per il rispetto della persona e in favore di un modo di lavorare etico.

Rossana Mauri: Codice etico e certificazioni. Purtroppo i brand su questo tema non sono affatto allineati e questo comporta costi e complicazioni per i fornitori.

Alberto Rossi: Confermo, attualmente non esiste un unico approccio condiviso da tutti i brand, e si, é vero ce ne sono troppi!

Certo i vari protocolli non sono totalmente disomogenei, ma comunque ci troviamo a affrontare una serie di audit uno diverso dall’altro impegnando risorse e personale.

Noi abbiamo deciso di essere certificati ISO 9001 per la qualità, ISO 14001 per la gestione e la qualità ambientale per essere in linea con il regolamento europeo REACH e aderire al protocollo ZDHC.

Fortunatamente diversi brand si stanno basando su questo protocollo, che mira ad essere pragmatico e da la possibilità di adattarsi gradualmente.

Da quando abbiamo iniziato ad usare più prodotti certificati, i benefici oltre che ambientali, sono stati economici trovandoci a gestire meno scarti di materiale inquinante.

Rossana Mauri: Dalia quanto influiscono le colorazioni e i trattamenti sul fine vita di un prodotto?

Dalia Benefatto: Centinaia di sostanze tossiche sono utilizzate nelle fasi di tintura, lavaggio, stampe, resinature.

Per quanto riguarda il fine vita di un prodotto sono decisive, anche tessuti biodegradabili, se trattati con prodotti chimici velenosi, non saranno più biodegradabili.

La scienza non è ancora in grado di stabilire i danni che questo processo causerà all’uomo, ma non basta essere distanti dai paesi produttori.

Se acquistiamo capi prodotti in paesi in via di sviluppo e li laviamo, naturalmente inquiniamo, perché i lavaggi domestici contribuiscono in maniera massiccia all’inquinamento globale.

Quindi tutte le scelte riguardanti il fine vita dei capi, devono essere fatte a monte, durante la fase di progettazione di una collezione.

Il REACH, di cui parlava Alberto, è una lista nata con lo scopo di fornire informazioni su tutte le sostanze chimiche importate in Europa, per garantirne un uso corretto e eliminare quelle più pericolose.

Rossana Mauri: Alberto come possono essere risolti secondo te queste problematiche, se c’é una soluione?

Alberto Rossi: Basterebbe dare ai fornitori più tempo nella fase dello sviluppo e maggior condivisione delle alternative realmente realizzabili con le nuove tecnologie.

Purtroppo effettuare degli studi accurati sulle perfomance dei tessuti richiede tempo e ha dei costi, ma rapidità non sempre significa efficienza.

Però si, le soluzioni ci sono, con le nuove tecnologie e il tempo adeguato per studiare nuovi processi si può arrivare a risultati eccellenti con l’utilizzo di prodotti chimici non dannosi.

Rossana Mauri: Mi piace concludere questa pillola di cambiamento ricordando che aziende come Bluejeans Lavanderie si impegnano nel mantenere una coerenza etica realizzando prodotti di alta qualità.

Grazie a Alberto Rossi per aver condiviso con noi la tua esperienza e grazie a Dalia Benefatto.

Voci narranti di:

Rossana Mauri

Alberto Rossi

Dalia Benefatto

Musiche di: raccontipodcast.com

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